Il territorio delle Aci presenta siti naturalistico-vulcanologici di importanza mondiale, dai basalti colonnari di Acitrezza e Santa Maria la Scala alle lave pre-etnee di Acicastello, dalle stratificazioni geologiche della Timpa di Acireale alla bellissima isola Lachea e i faraglioni di Acitrezza.
L'isola Lachea vista dalle "Case Calanna" ( area Gazzena-Calanna, inserita nella nuova vemmetrazione dell'area di riserva grazie alle battaglie degli ambientalisti acesi E' proprio dall'isola Lachea che partiamo con la nuova barcapanda della sezione di Acireale, tra calette di incomparabile bellezza, in un alternarsi di marne e pietra nera. L'approdo all'isola ci offre diverse sorprese, dalla "Grotta dell'Eremita" all'incontro con una lucertola tipica di quest'isola, caratterizzata da una macchietta di colorazione rossastra tra le zampe anteriori e la testa.
Di ritorno verso riva costeggiamo i grandi faraglioni, che la leggenda vuole scagliati millenni or sono da Polifemo contro le imbarcazioni di Ulisse e i suoi compagni in fuga.C'è stato poi chi ha pure creduto di trovare il teschio del gigantesco ciclope, da chissà chi ucciso, o forse morto per malinconia senza più neanche una capra per compagnia...il ritrovamento di ulteriori resti fece in seguito risalire le ossa a un elefante nano! Sempre a Polifemo è collegato il nome di Aci, giovane pastorello siciliano figlio di Fauno, che fu ucciso per gelosia dal mostruoso ciclope, anch'egli innamorato della ninfetta Galatea. Pensò il dio Nettuno a trasformare il povero Aci in ruscello, lasciandolo così per sempre vicino alla sua amata ninfa.
La leggenda, raccontataci nelle Metamorfosi di Ovidio, ha ispirato l'opera di Handel "Aci e Galatea", che Mozart riorchestrò, nonché, circa un secolo prima, il poemetto di Luis de Gòngora "Favola di Polifemo e Galatea".
Continuando a costeggiare la scogliera verso sud ci troviamo sotto la rupe basaltica del castello normanno di Aci, un'antica fortezza a forma di nave con la prua rivolta all'abitato. Sotto troviamo dei begli esempi di pillow-lave.
Con la nostra veloce barcapanda viriamo di bordo verso le scogliere del Capo Mulini per fare una passegiata nella verde Gazzena. In un fruscio d'erba è una donnola che ci passa accanto, un coniglietto corre lontano, dei gabbiani volteggiano sopra la Timpa delle "Acquegrandi".
Dopo un altro breve tratto di navigazione approdiamo nei pressi del mulino di Santa Maria la Scala per risalire la seicentesca stradina delle "chiazzette", su fino alla fortezza del Tocco, alla Chiesa del Suffragio, alla piazza del Duomo di Acireale, al barocco del palazzo Musmeci, della Basilica di San Sebastiano.
Ridiscendiamo le chiazzette per riprendere la nostra barca a vela con cui supereremo presto la roccia della "Spinusa", faremo poi una piccola escursione immersi nella macchia mediterranea dello Scalo Pennisi di Santa Tecla, incontreremo le colate di Stazzo e Pozzillo, ci tufferemo dalla scogliera nel blu dei ricchi fondali... E ci sarebbe un bel po' da girare ancòra se la nostra barcapanda non fosse un'invenzione...